Documenting the abandoned, one article at a time.

Merlettifico Türck

Periodo di esplorazione 2018-2023
Un documentario che racconta, attraverso immagini, video, documenti storici e testimonianze, la storia del Merlettificio Tūrck, simbolo dell’industria pinerolese ormai in stato di completo abbandono.

Nel cuore di Pinerolo, lungo il pittoresco corso del Rio Moirano, si nasconde una storia affascinante fatta di innovazione, passione e trasformazioni che attraversano i secoli. Oggi vi accompagnerò in un viaggio nel tempo per scoprire l’evoluzione di uno dei simboli più rappresentativi dell’industria pinerolese: il Merlettificio Türck.

Già nel XIV secolo, Pinerolo si distingueva per una vivace attività legata all’industria della lana. L’arte della lana, regolamentata da statuti fin dal 1326, rappresentava un pilastro dell’economia cittadina. Tra le attività più importanti vi era la produzione di pannolana, un tessuto di grande pregio, e la gestione dei paratoi, le officine dove si lavorava la lana grezza.

Tra il Quattrocento e il Cinquecento, i documenti ci raccontano di almeno due o tre siti dedicati alla lavorazione dei panni. Uno di questi, il ‘Paratore nuovo’, si trovava probabilmente nell’area di fronte all’attuale Merlettificio. La gestione di queste strutture era frequentemente affidata a privati, e gli interventi di ammodernamento erano costanti, con ricostruzioni e ampliamenti che si susseguivano di secolo in secolo.

Attorno al XV secolo, la gestione dei paratoi si consolidò, e nel 1440 il Comune di Pinerolo decise di costruire un nuovo paratoio per la lavorazione dei panni. Questo fu completato nel 1445 e rappresentava un passo importante verso la modernizzazione dell’industria laniera locale.

Nel 1465, l’importazione di lane provenienti dalla Provenza portò alla richiesta di un paratoio speciale, costruito nel 1469, per lavorare anche panni più grossi. Nel corso del Quattrocento e del Cinquecento, si consolidarono così due grandi siti di lavorazione, uno dei quali, indicato come ‘antiquum’, si trovava in una zona vicina all’attuale corso Piave.

Nel 1518, durante una visita pastorale, si identificò un edificio chiamato ‘antiquum’, probabilmente lo stesso che nel 1428 era stato definito ‘novum’. La distinzione tra i siti ‘vecchio’ e ‘nuovo’ si perse nel tempo, probabilmente con l’abbandono di alcune strutture e l’ammodernamento di altre.

Nel XVI secolo, l’attività laniera si intensificò e si svilupparono nuove strutture. Nel 1629, si incaricò Giovanni Napione di ristrutturare l’unico paratore ancora funzionante, che mostrava segni di cedimento. La gestione di questi stabilimenti era regolamentata da atti consiliari e contratti di affitto, spesso affidati a famiglie di imprenditori locali.

Le strutture di allora erano semplici ma funzionali: grandi stanze in muratura, con macchinari come torni e masse picdanti, utilizzate per il trattamento della lana e la produzione di panni. La loro posizione in prossimità del corso d’acqua era essenziale, sfruttando la forza dell’acqua per alimentare i mulini e i folloni.

Nel 1764, sotto il progetto di Gerolamo Buniva, si intervenne per migliorare il dislivello del Rio Moirano, potenziando gli impianti già esistenti e ampliando gli edifici per la tintura e la produzione di panni. La crescita di questa industria portò ad un incremento della produzione e a premi e riconoscimenti, anche durante il periodo napoleonico, quando i locali furono incaricati di fornire vestiti all’esercito sabaudo.

Tra il 1800 e il 1900, il complesso si ampliò ulteriormente. Nel 1826, si progettò un grande raddoppio delle strutture, con nuovi magazzini, filatoi e impianti di olio, per risolvere i problemi di fetore e di spazio. Il sito si trasformò in un vero e proprio gigante industriale, con un’attenzione crescente alla tecnologia e all’efficienza.

Nel 1877, l’attività di produzione di pizzi, merletti e tessuti di alta qualità si consolidò sotto la direzione delle famiglie Arduin e, successivamente, dei Brun. La fama del merlettificio crebbe così tanto che, nel 1898, una veduta panoramica mostrava l’intera area in piena attività.

Con l’inizio del XX secolo, il complesso si modernizzò ancora, integrando turbine idroelettriche e ampliando i capannoni. Dopo la Grande guerra, l’azienda tornò a pieno regime, con un numero di operai che arrivò fino a 200. Ma il tempo non fu clemente: con la crisi economica e le trasformazioni industriali, l’attività cominciò a rallentare.

Negli anni ‘70, il Merlettificio Türck si trasformò in una società di tipo più flessibile, ma il declino era ormai evidente. Nel 1977, l’azienda chiuse definitivamente, lasciando un patrimonio di macchinari e strutture abbandonate. L’area venne vincolata a verde pubblico, ma il suo valore storico e culturale sembrava destinato all’oblio.

Tra incendi dolosi e proposte di riqualificazione, l’area rimase nel limbo. Nel 2013, un incendio devastò una parte dell’edificio, alimentando le richieste di demolizione. La città si trovò di fronte a un dilemma: conservare o eliminare un patrimonio così complesso e simbolico?

Negli ultimi anni sono state avanzate diverse soluzioni: dalla ricostruzione e recupero del sito come spazio culturale e museale, all’idea di trasformarlo in un parco tematico dell’industria tessile. Ma le questioni amministrative e urbanistiche sono ancora irrisolte e il destino del Merlettificio resta incerto.

Il Merlettificio Türck rappresenta molto più di un semplice edificio: è testimonianza di un’epoca di grande fermento industriale, di ingegno e di fatica. La sua storia si intreccia con quella di una città che ha saputo cambiare, adattarsi, ma anche perdere pezzi di sé. Ora il futuro di questo simbolo è nelle mani di chi vorrà valorizzarlo, rispettando la memoria e il passato, per costruire un domani che ne riconosca il valore.

Si ringrazia per la collaborazione:

  • Italia Nostra APS
  • Marco Calliero (Ruote sull’acqua)
  • Il Comune di Pinerolo (Strumento Urbanistico Esecutivo Zona di PRG RU5.1. sub.A)
  • La famiglia Tūrck.

Di seguito, la galleria completa con delle foto scattate dal 2018 al 2023. In fondo, il video intero dell’esplorazione dell’edificio.

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